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21 luglio 2013

La Riserva Naturale del Lago di Vico - La palude delle Pantanacce

Dopo le bonifiche di epoca romana, il livello delle acque del lago di Vico fu ulteriormente abbassato durante il periodo Farnesiano attraverso lo "sboccatore" Rio Vicano. 
Di conseguenza, nell'estremo versante nord del lago si formò un'estesa area paludosa, conosciuta oggi come palude delle Pantanacce.

La fascia del canneto raggiunge una estensione considerevole e riveste una grande importanza naturalistica offrendo un habitat naturale per lo svernamento e la nidificazione di una grandissima varietà di uccelli, numerose specie di anatre tra cui il germano reale. Lo svasso maggiore, uccello simbolo della riserva, nidifica tra il folto del canneto; tra gli aironi troviamo il tarabusino e la sgarza ciuffetto ed ovunque sono diffusissime le folaghe e le gallinelle d'acqua. Tra le specie migratorie possiamo trovare il beccacino, il voltpietre, la pittima reale, la pettegola e la pantana, durante i passi autunnale e primaverile è presente il falco di palude.

Le paludi e gli acquitrini sono ambienti ecologicamente importantissimi: l'alta produttività vegetale che li caratterizza crea l'immensa base della rete alimentare che collega tutti gli organismi che li abitano o li frequentano. La ricchezza di risorse alimentari che ne consegue rende le zone umide aree di sosta preferenziale per gli uccelli migratori.
Nei boschi circostanti il lago di Vico troviamo piante secolari di ragguardevole altezza; salendo troviamo una dominanza del faggio, mentre in basso troviamo prevalentemente il faggio.











26 aprile 2012

La Riserva Naturale di Nazzano Tevere-Farfa


Il paesaggio della Riserva Naturale è caratterizzato dalla morfologia del fiume Tevere che, in questo tratto, scorre lentamente formando ampie anse. La valle fluviale, tipicamente alluvionale con depositi di argille, sabbie e ghiaie, è delimitata da colline di modeste dimensioni costituite da sedimenti di origine marina.
Lo straordinario valore ambientale di questo territorio è testimoniato anche dall'inserimento del lago di Nazzano, nel 1977, nell'elenco delle zone umide di interesse internazionale e dalla istituzione, con la legge regionale n. 21 del 4 aprile 1979, della prima area protetta regionale d'Italia; SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona a Protezione Speciale) ai sensi delle direttive Habitat 92/43/CEE e Uccelli 79/409/CEE, inserita nel sistema nazionale Rete Natura 2000. La Riserva ha una superficie di circa 700 ettari e si estende tra i comuni di Nazzano, Torrita Tiberina, Montopoli di Sabina.
La ricca presenza di uccelli nell'ambiente lacustre costituisce uno dei motivi di maggior interesse per i visitatori. Oltre agli anatidi, come il germano reale, l'alzavola, il fischione e la moretta, è possibile osservare lo svasso maggiore, la folaga, il martin pescatore e rapaci come il falco di palude e il falco pescatore. 
Il canneto, costituito prevalentemente dalla cannuccia e dalla tifa, è talvolta arricchito dalle gialle fioriture dell'iris di palude.

All'interno della riserva si snodano molti sentieri, in una delle aree di maggiore interesse naturalistico della riserva naturale. I percorsi attraversano un bosco umido ripariale, costituito da salici, soprattutto salice bianco e rosso, pioppi (bianco e nero), ed ontano; un lembo di bosco misto collinare formato da orniello, carpino nero, leccio, cerro e tratti di canneto dove trovano rifugio diverse specie di uccelli. Diverse le specie arbustive come la sanguinella, il rovo, il biancospino e la berretta del prete, mentre tra le piante erbacee dominano la cannuccia di palude, la tifa, l'iris di palude, il giunco e l'equiseto, quest'ultimo vero e proprio fossile vivente. Alcuni capanni (a dire il vero in non ottimo stato) consentono di osservare le numerose specie di uccelli acquatici che frequentano l'area protetta.